Statuto

LA Caritas Diocesana di Tempio Ampurias è l’Organismo istituito con decreto vescovile del 12 febbraio 1975. E’ l’organismo pastorale istituito dal Vescovo nel fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi, la testimonianza della carità della comunità ecclesiale diocesana e delle comunità minori, specie parrocchiali, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica.

La Caritas Diocesana è lo strumento ufficiale della Diocesi per la promozione e il coordinamento delle iniziative caritative e assistenziali.

Compiti

Alla Caritas Diocesana vengono affidati i seguenti compiti:

  • approfondire le motivazioni teologiche della diaconia della carità;
  • promuovere nella Diocesi, nelle parrocchie, e nei gruppi, l’animazione del senso della carità verso le persone e le comunità in situazioni di difficoltà, e del dovere di tradurlo in interventi concreti con carattere promozionale e ove possibile preventivo;
  • promuovere e sostenere le Caritas parrocchiali;
  • curare il coordinamento delle iniziative e delle opere caritative e assistenziali di ispirazione cristiana;
  • organizzare in collaborazione con la Caritas Italiana e coordinare a livello diocesano interventi di emergenza in caso di pubbliche calamità;
  • in collaborazione con altri organismi di ispirazione cristiana:
  • realizzare studi e ricerche sui bisogni presenti nella comunità diocesana per aiutare a scoprirne le cause, per preparare piani di intervento sia curativo che preventivo, nel quadro della programmazione pastorale unitaria, e per stimolare l’azione delle istituzioni sociali e un adeguata legislazione;
  • promuovere il volontariato e favorire la formazione degli operatori pastorali della carità e del personale di ispirazione cristiana sia professionale che volontario impegnato nei servizi sociali, sia pubblici che privati, e nelle attività di promozione umana;
  • contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del Terzo Mondo con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica con prestazioni di servizi, con aiuti economici, anche coordinando le iniziative dei vari gruppi e movimenti di ispirazione cristiana.

Articolo 3: Collaborazioni pastorali

La Caritas Diocesana, di cui il Vescovo è il naturale presidente, agisce in stretta unione con l’Ufficio Catechistico e con l’Ufficio Liturgico, per la formulazione dei programmi di pastorale unitaria. Collabora inoltre con gli altri Uffici pastorali, specialmente con quello Missionario. Il Direttore della Caritas Diocesana fa parte del Consiglio Pastorale Diocesano.

Articolo 4: Organi della Caritas Diocesana

Organi della Caritas Diocesana

  • il Direttore
  • la Giunta Direttiva
  • il Consiglio Direttivo.

Articolo 5: Il direttore

Il Direttore, nominato dal Vescovo, dirige l’attività ordinaria della Caritas a norma dello Statuto.

Egli:

  • Rappresenta la Caritas Diocesana
  • Convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo
  • Promuove e coordina tutta l’attività con la collaborazione della Giunta Direttiva.

Articolo 6: La giunta direttiva

Il Direttore può essere coadiuvato, a seconda della situazione, da uno o più vicedirettori, da un segretario, da un tesoriere  e da responsabili di settore, proposti dal Consiglio Direttivo e approvati dal Vescovo: essi costituiscono la Giunta Direttiva della Caritas Diocesana.

Articolo 7: Il Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è costituito dai membri della Giunta Direttiva, da Sacerdoti designati dal Consiglio Presbiteriale, da religiosi/e e designati dal Segretariato Diocesano, da laici designati dalla Consulta Diocesana dell’Apostolato dei Laici. Essi vengono scelti tra persone dotate di particolare competenza, sensibilità ed esperienza nei vari settori operativi della pastorale della carità e vengono nominati dal Vescovo.

Nel Consiglio Direttivo possono venire cooptati anche rappresentanti di altri organismi pastorali ed ecclesiali: in particolare rappresentanti dell’Ufficio Catechistico, dell’Ufficio Liturgico, dell’Ufficio Missionario.

Articolo 8: Compiti del Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:

  • Approvare i programmi di attività e verificarne l’attuazione
  • Approvare i bilanci
  • Esaminare ed approvare le nuove iniziative di carità che la Caritas intende promuovere
  • Verificare la validità pastorale delle opere già esistenti collegate con la Caritas Diocesana.

Il tutto viene sottoposto alla superiore approvazione del Vescovo.

Articolo 9: Il Coordinamento delle iniziative di volontariato e delle opere caritative e assistenziali

La Caritas Diocesana ha il compito- a Lei affidato dal Vescovo – di coordinare le iniziative di volontariato e le opere di carità e di assistenza della Diocesi.

A tale scopo convoca, almeno due volte l’anno, la Consulta costituita dai rappresentanti di tutti gli organismi di volontariato di ispirazione cristiana e delle istituzioni caritative e assistenziali della diocesi.

La Consulta ha lo scopo non solo di realizzare il coordinamento delle iniziative e delle opere ma anche di facilitare la formazione e l’aggiornamento del loro personale e di collaborare al perfezionamento e all’aggiornamento delle istituzioni.

Articolo 10: La Caritas non gestisce opere permanenti

La Caritas Diocesana non gestisce, normalmente, opere permanenti, ma può promuoverne l’istituzione, lasciandone appena possibile la gestione ad apposite strutture ecclesiali, con propria responsabilità amministrativa, collegate con le Caritas Diocesane ( per es. attraverso la presenza del responsabile nel consiglio direttivo): la Caritas controlla queste opere e dà ad esse il suo sostegno affinchè siano significative ed esemplari.

Articolo 11: Mezzi economici

La Caritas Diocesana trae mezzi economici per il raggiungimento dei fini statuari:

  • Dalle offerte raccolte nelle forme che risulteranno più opportune;
  • Dalle raccolte straordinarie in occasione di pubbliche calamità;
  • Da eventuali donazioni ed oblazioni di Enti e persone.

Sarà reso conto pubblicamente del denari ricevuto e del suo impiego.

La Caritas Diocesana ha una sua cassa e un bilancio distinto da quello degli altri Uffici diocesani.

In conformità al can. 1267 par. 3 del Codice di Diritto Canico, le offerte ricevute per un determinato fine non possono essere impiegate che a quel fine.

La Caritas tuttavia costituisce un limitato fondo di riserva con le offerte ad essa affidate, per interventi in casi di particolare emergenza.

Articolo 12: Rapporti con la Caritas

La Caritas Diocesana è organismo pastorale, espressione originale della Chiesa locale. Essa, subordinatamente agli indirizzi e ai programmi pastorali della Diocesi, opera in armonia con gli indirizzi generali della Caritas italiana e in spirito di comunione e di collaborazione con le altre Caritas Diocesane. Gli interventi di emergenza nazionale e internazionale sono coordinati dalla Caritas Italiana.

Articolo 13: Rapporto con le istituzioni civili del territorio

La Caritas Diocesana mantiene rapporti con tutte le strutture civili preposte ad attività assistenziali, in atteggiamento di collaborazione e di servizio.

Articolo 14: Rapporti con il Delegato Regionale

Il Direttore della Caritas Diocesana:

  • Partecipa alle riunioni indette dal Delegato Regionale;
  • Tiene i collegamenti e collabora con il Delegato Regionale e con le Caritas Diocesane della regione, per la realizzazione delle delibere e degli indirizzi della Conferenza Episcopale Regionale, con particolare attenzione ai problemi del territorio.

Articolo 15: Durata delle cariche

Tutte le cariche hanno durata di quinquennio e possono essere riconfermate.

Articolo 16: Estinzione della Caritas

L’estinzione della Caritas Diocesana potrà essere deliberata dal Vescovo, il quale disporrà anche per la devoluzione dei beni ad attività assistenziali diocesane.